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Fenomeni inspiegabili
Situazioni prodigiose
Stanze di paradiso e d’inferno
Formano la vita e
Il percorso di una persona.
Al suo interno Il nucleo,
Il cuore
Il centro di tutti i suoi Itinerari
Le sue corse
I suoi arrivi
Le sue stanze e le sue porte.
Il mio nucleo
È un cuore d’inchiostro
Di una china sfruttata
Tra bestemmie
Dediche e scritte indelebili.
Ma la vera magia
È quando le sue pulsazioni
Sono per una vita
Che non può lasciare
Dove aggrapparsi ad essa
È una salvezza
Dove presente è un cuore
Che come il mio
Ha ancora pareti,
Pareti di stanze non ancora vissute
Da riempire d’inchiostro.
Sono qui,
Immerso nella natura
Alla ricerca di me stesso
Perso
In questo resto
Di vita ormai perduta….
Forse vago
Alla ricerca dell’assaporazione
Di un’altra realtà,
Forse costruita
Dal sogno o voglia nascosta
Nell’infinito e infernale
Labirinto che vive in me,
Quasi certamente nascosto
Da un velo di confusione,
Indecisione
E nell’assurdo,
Colui che porta colore
Rientra nelle mie giornate
Ormai aduste e restie
A riprendere il fogliame e l’estate
Di un idea per l’avvenire
Ormai
Quasi dissolta
Dai miei pensieri.
Parlo di te,
Si,
Parlo di te
A chi c’è dietro, dentro di me.
Tu,
Passato oscuro,
Che selvaggio come una bestia
Misterioso come gli abissi del mare
Mi hai lasciato
Solo qualche visione della notte,
Della sua bellezza, della sua armonia.
Tu mi lasciavi solo il dono della luna,
Dei suoi canti,
Che dispersivi
Accompagnavano i miei passi fallati.
Nel contempo
Tu non ti riposavi
Ma trafiggevi il mio ventre
Squarciando il mio petto
Lacerando il mio cuore.
Si,
Aghi scorrevano nel mio sangue,
Avvelenato dalle tue parole,
Dalle tue bestemmie.
Veli neri
Si lanciavano sui miei occhi,
Cosi da impedirmi
Di vedere le mie azioni.
Ma ora
Non strapperò
I fogli che ti contengono,
Che ti descrivono
Perché dentro di essi
C’è quello che io riuscivo a donare, L’altro lato che non sei riuscito a Governare.
Ed è quello
Che non voglio dimenticare mai!
Sento suoni famigliari
Ascolto dentro
Percepisco freddo
Freddo di un asfalto troppo poco battuto, Consumato
Asfalto di strada assassina
Che più viene percorsa
Più lancinante è il dolore all’interno Studio i passi
I metri e i chilometri
Perché più lontana è la visione
Più sentite sono le ferite
Da me emanate
Involontariamente lanciate.
